Djohnny Ente è uno street artist di Firenze, il cui nome deriva da due diverse “identità”: Ente (“papera” in tedesco) si focalizza sulla street art meno istituzionale,mentre Djohnny (la D è muta) è la facciata più pubblica, che fa anche lavori su commissioni.
L’inizio della sua carriera artistica è stato a scuola, col volantinaggio. Passa poi a dipingere in centri sociali per arrivare infine a pittare in strada, specie in luoghi abbandonati. Tutto questo in maniera autodidatta.
Il lavoro di Djohnny Ente si concentra sulla ricerca di sé stesso. Da piccolo è sempre circondato da immagini di papere, da soprammobili a cartoni animati; si riconosce in questo animale un po’ buffo e strano, con caratteristiche non del tutto definite, che non sa cosa essere. Si rivede in quell’animale perché egli stesso non ha un messaggio preciso da comunicare con i suoi lavori.
È dall’arte figurativa che prende ispirazione, in particolare dai fumetti, che lui considera una vera forma di letteratura.
Per Djohnny Ente la street art è una risposta al bisogno delle persone di avere a disposizione una forma d’arte in strada, non chiusa in un museo. Il focus della street art non è di per sé un dire o un affermare, ma il creare reazione in chi lo guarda; mettere un punto di colore, di stranezza, dare allegria. “La street art deve aggiungere, non pretendere“.
Come materiali utilizzati parte dal lapis e usa tutto quello che c’è a disposizione: pennarelli, tempere, acquerelli, bombolette, vernice… mobilitando tecniche diverse per creare l’immagine. Stesso discorso vale anche per il luogo dell’intervento, che suggerisce l’idea del pezzo da dipingere. Come obiettivo, “tiro fuori quello che c’è già dallo spazio in cui lavoro“.
L’incontro con le Reggiane arriva durante una jam sessione nel maggio 2016 e considera il luogo meraviglioso: “mi spiace aver potuto vivere così poco un luogo del genere, invidio un po’ chi ha potuto godere appieno di tutto lo spazio, con totale entusiasmo“.