L’amico

L’Amico è uno street artist di Reggio Emilia che ha fatto della sperimentazione artistica la sua caratteristica principale. Partendo dall’infanzia, pennarelli, matite, fogli di carta e quanto altro fanno parte dei suoi primi giochi e delle sue prime prove.

Anche i genitori si divertono a disegnare: il padre si concentra più su disegni di camioncini, con uno stile abbastanza statico e ripetitivo, mentre la madre si focalizza su rappresentazioni di gatti, con forme e immagini meno chiuse e monotone.

Il suo interesse per l’arte lo spinge a frequentare il liceo artistico. Al terzo anno, incontra Rhiot e Collettivo FX, street artists di spicco della scena reggiana, che lo invitano a provare il mondo del graffitismo e che diventano i mentori, insegnandoli a realizzare i suoi disegni sui muri. A poco a poco L’Amico si forma il proprio personale metodo di lavoro: usa rulli, aste, vernici ma non  ricorre a scale. Sceglie uno stile pulito, lineare, con un impiego minimo dei colori, preferendo servirsi del bianco e del nero.

Dopo il diploma, decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Torino e continuare ricerche e prove più pratiche su materiali diversi nei vari stili e forme. In particolar modo, la dimensione dei materiali come base e come strumento per creare è uno dei punti più interessanti per L’Amico.

Ad ogni periodo della sua vita, ricollega una fase artistica specifica: partendo dall’adolescenza con la street art, passando al lavoro con stickers e adesivi, arriva attualmente a disegnare anche su tavole di legno. “Dietro alla scelta del nome, c’è un pensiero ben preciso: sei lettere in anagramma (ndr. di cosa, non ci è dato saperlo); cambiando la posizione, dal disordine che c’era nella mente si crea così un ordine giusto“.

Per quanto riguarda i murales figurativi, “disegnare mi dà la possibilità di esprimere quello che ho in testa, permettendomi così di rendere i pensieri in modo chiaro e comprensibile, in una forma lineare. Ma non lascio intentato nessun cammino: stickers, tag, poster e quant’altro mi danno sempre una nuova possibilità di comunicare e comunicarsi“.

La maggior parte dei suoi lavori sono nella zona di Reggio Emilia, ma lascia il segno dovunque vada, grazie anche alla facilità di applicazione degli adesivi o alla velocità di esecuzione dei tag. E non vengono scelti solo i muri: anche i vagoni merci danno la possibilità, e lo spazio, di disegnare qualcosa di suo.

“Niente è lasciato al caso: tutto viene pensato, realizzato su carta perché fa parte del writing e della stessa street art. Arriva un momento dove i disegni non vogliono più stare su un quaderno, vogliono avere la possibilità di essere visti dal mondo, anche se si corre al rischio che la società stessa possa distruggerli o toglierli. Alla fine, si è comunque lasciato un segno.”

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