NemO’s, è nato a La Paz in Bolivia da genitori italiani, è uno street artist conosciuto a livello internazionale ed è considerato tra i più originali ed interessanti degli ultimi anni.
Il suo nome si ispira all’omonimo capitano di “Ventimila leghe sotto i mari”, che ha combattuto battaglie le ingiustizie nel mondo e i silenzi del mare. Nemo rimanda anche al personaggio principale di uno dei primi fumetti di Winsor McKay, nel quale si raccontano i sogni che il protagonista vive in un fantastico regno chiamato Slumberland. Infine, Nemo è parola latina che signfiica “nessuno”. Ha poi aggiunto il genitivo sassone |’s| come riferimento alla sua arte, così che la traduzione vada da “nessuno”, a “di nessuno”, completando così il paradosso di questo modo di identificarsi.
“La passione di NemO’s per il disegno lo accompagna sin da bambino, portandolo ad avvicinarsi giovanissimo al mondo del writing. Il writing tradizionale lo annoia presto, abbandona così lo stile calligrafico ed inizia a riprodurre i suoi disegni sui muri, esprimendo se stesso e quelle idee che maturate dentro di sé erano difficilmente traducibili a parole” (da palermo.blogsicilia.it)
L’artista ha iniziato con gli spray ed in seguito ha scoperto come colorare i suoi disegni con la carta riciclata, sino ad arrivare a mixare le tecniche di pittura acrilica e carta con il progetto “BEFORE and AFTER” Collage, dove l’azione delle persone e del tempo modificano il disegno: il disegno prende vita modificandosi in balia del caso e degli eventi.
“Ho iniziato a dipingere nel periodo in cui l’arte di strada si esprimeva con i colori a spray, una tecnica che ritenevo troppo irruenta e distaccata e che quindi crescendo ho abbandonato per utilizzare acrilici e pennelli. La bomboletta, per sua natura, elimina il contatto con la superficie della parete cancellando qualsiasi sensazione tattile ed emotiva che può nascere da materiali e muri differenti. I pennelli e le vernici invece, si conciliavano maggiormente con il mio modo poco frenetico di lavorare. Il passo successivo è stato l’approfondimento teorico della Street Art unito alla mia esperienza pratica, che ha fatto nascere la necessità di utilizzare materiali che venissero dalla strada e che quindi non fossero stati creati appositamente per disegnare.
Così ho iniziato a cercare pezzi di carta in discariche o in luoghi abbandonati usandoli per riempire/colorare i miei disegni, in modo da ridurre al minimo l’utilizzo di prodotti industriali. Dapprima ho adoperato semplice carta bianca o al più grigia, per poi sceglierla di colori differenti che variavano a seconda dell’impasto. Ho poi scoperto che il tempo e il sole scuriscono o stingono la carta, creando toni e intensità cromatiche differenti, tanto da poter sostituire del tutto i colori acrilici che avevo fin qui utilizzato: a questo punto l’unico materiale da comprare era la tinta nera, indispensabile per la definizione dei contorni.
Realizzando parti del mio disegno ad acrilico e parti con la carta, posso giocare con le differenti qualità e caratteristiche di questi due materiali. Le parti disegnate ad acrilico rimangono nel tempo mentre gli elementi realizzati con la carta sono soggetti all’azione degli agenti atmosferici e all’azione delle persone. Disegno le ossa ad acrilico per poi rivestire lo scheletro con un sottile strato di carta che simula la pelle. La carta cadendo e venendo strappata lascia intravvedere sempre di più il disegno dipinto sottostante in modo da rendere il mio lavoro mutevole ed in costante trasformazione. Facendo così il tempo e l’azione delle persone contribuiscono all’evoluzione – trasformazione di ciò che avevo iniziato.
Tutti coloro che guardano, commentano, strappano e modificano il mio disegno sono NemO’S. Un passante può decidere se, come e dove strappate la carta in modo da interagire e modificare il disegno rendendo se stesso partecipe della “realizzazione” dell’opera. Facendo ho cercato il modo di veicolare la casualità del tempo, la libertà arbitraria e l’azione delle persone su un disegno in costante mutamento in modo da non escludere nessuno in un processo creativo che per sua natura deve appartenere a tutti.” (da www.scenecontemporanee.it)
I personaggi di NemO’s ricalcano, nella loro estetica, il pensiero dell’artista sulla società umana. NemO’s vede l’essere umano come un sacco di pelle contenente delle viscere con poca coscienza e sempre meno altruismo. Lo stile con cui rappresenta i suoi personaggi – vulnerabili, malati, goffi impacciati, indifesi – vuole essere una critica al senso di perfezione e immortalità al quale ci ha abituato la società di oggi.
Il protagonista delle sue “storie su muro” si contorce, osserva, si trafigge e arriva perfino a mutilarsi: la paura e l’insofferenza sono estremizzate, così come lo spazio e la società che lo divorano, lo assorbono, lo trasformano. Non è un caso che NemO’s sia tanto affascinato, appunto, dal concetto di trasformazione e da libri quali “Il pasto nudo” di William Burroughs. (da www.urbanlives.it)
“I temi affrontati da NemO’s sono i più svariati, dalla denuncia sociale alla rappresentazione del disagio esistenziale dell’ uomo contemporaneo. Ad un’ attenzione preponderante per la scelta delle tematiche e dei contenuti, l’artista accompagna però un’ incessante ricerca formale da mettere al servizio dei suoi messaggi” (da palermo.blogsicilia.it)
“I miei personaggi sono la traduzione grafica di quel che sento e quel che provo ogni giorno. Ho cercato di imprigionare la fatica, le tristezze, le ansie e il disgusto nei corpi molli e deformi dei miei disegni nascondendo tra le rughe di quelle carni flaccide l’umiliante condizione umana. Le scene che rappresento sono paradossi, incubi che mi aiutano a descrivere scene di vita reale e di un mondo pieno di contraddizioni.” (da www.scenecontemporanee.it)
Con i suoi lavori NemO’s cerca sempre di utilizzare, trasformare, inglobare, far scomparire gli elementi urbani ed architettonici preesistenti; per lui è fondamentale l’interazione “urbana”, il rapporto con le persone del posto, lo scambio di parole o semplicemente l’immergersi nella vita che popola un luogo. “Un altro aspetto molto importante del lavorare in strada è quello di coinvolgere la realtà sociale del posto. Disegnare su un muro pubblico è anche connettere la realtà e la vita del luogo con quello che si sta rappresentando.” (da www.scenecontemporanee.it)
Opere di NemO’s si trovano anche a Palermo, Londra, New York e Madrid.