Lo Sbieco

Lo Sbieco è un artista reggiano che inizia a fare street art solo alla fine del 2013, ma in realtà disegna da tutta la vita, confidandoci che “da bambino avevo due sogni nella vita: fare l’ archeologo o il disegnatore di topolino”.

E’ riuscito a realizzare uno dei suoi sogni: disegnare e vivere di disegno.

Sbieco ha sempre avuto la passione per il disegno, i fumetti, le illustrazioni, le grafiche e la pittura fin da piccolo, per poi scegliere di studiare e formarsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Quando il foglio di carta non gli bastava più smise di disegnare, fino a quando si avvicinò alla pittura ed iniziò a capire che in realtà poteva interagire con uno spazio illimitato: il muro.

Affascinato dal fenomeno della street-art che inizia a diffondersi sempre più in città, Sbieco, nel 2011, inizia ad interessarsi a questa forma d’arte.

”Nei murales percepisco magia: magia per non aver limiti di spazio e vincoli (il foglio di carta), ma anche magia perché se un muro il giorno prima era vuoto, il giorno seguente era pittato. […] Nei writers vedevo la potenza di non avere nessun limite nella propria arte”.

Una sera del 2013 si avvicina seriamente alla pratica della street-art: disegna robot su fogli di carta e con della semplice acqua e colla incomincia ad “attacchinare” i propri disegni per tutto il centro storico.

Solo nella primavera del 2014 inizia a sentir parlare delle Reggiane. Un giorno si munisce di pennelli e pittura ed inizia così la sua storia alle ex officine.

Alle Reggiane ha conosciuto artisti provenienti da tutta Europa e non solo.

“Le Reggiane sono sempre state per me un laboratorio per esercitarmi , il posto dove permettermi di sbagliare. La mia arte la voglio fare per strada, perché la cosa più bella è vedere le reazioni della gente e capire di aver trasmesso qualcosa. Le ex-Officine, dal punto di vista artistico, sono state la mia palestra, dove potermi allenare tranquillamente“.

L’opera di Sbieco si caratterizza per i robot, ritratti irati e rotoli di carta igienica.

I robot, legati alla sua passione per la tecnologia e la biologia, incarna l’idea concreta di vita, intesa come macchina perfetta: “I miei robot sono vivi ed esseri senzienti”.

Le facce arrabbiate sono il modo più artistico per esprimersi, disegni complessi e pieni di tecnica , realizzati con l’utilizzo di spray. “Sono il mio lato più artistico, scava nelle mie emozioni più profonde. […] Esprimo spesso la rabbia perché è quell’emozione che tutti provano, ma ce ne vergogniamo. Nella rabbia è presente un dualismo: cerchi in tutti i modi di evitarla ma in fondo la si percepisce”.

La carta igienica invece rispecchia la rabbia sociale allo stato puro: “La carta igienica deve infastidire e se riscontro ciò nelle reazioni della gente significa che le ho toccate nel profondo. Io sono la carta igienica, non più Sbieco l’artista, sono la persona che vuole e ha la necessità di esprimere messaggi d’impatto per far riflettere”

L’arte di Sbieco vuole creare una dissonanza: turbare, allo stesso tempo con ironia, chi la guarda.

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